Tuesday, 20 August 2013

Le telefonate di Berlusconi in tv: tutta l'ira di Silvio contro Santoro, Floris, Lerner e Rosy Bindi

silvio-berlusconi-videomessaggio.jpg STORIE DI TALK (qui la scorsa puntata) - Le telefonate di Silvio Berlusconi in diretta televisiva sono ormai un sottogenere del talk show italiano: non si contano più le occasioni in cui l'ex premier, indispettito o addirittura furioso per le critiche sul piccolo schermo, ha chiamato per intervenire e controbattere, spesso con toni tra il minaccioso e l'indignato, stravolgendo la normale scaletta delle trasmissioni.

Cominciò tutto all'inizio della sua avventura politica, un febbraio del lontano 1995, quando nel programma di Michele Santoro (chi se non lui?) Tempo reale, Eugenio Scalfari dissertava sulla genesi non proprio cristallina dell'impero del Cavaliere. A parte gli insulti al fondatore di Repubblica, l'intervento rimarrà memorabile per la nascita di un nuovo mito televisivo: il cuoco Michele, il quale - secondo il racconto di Berlusconi - avrebbe avvisato dalle cucine di Arcore sulla spiacevole piega che stava prendendo la trasmissione. Sei anni dopo, nel 2001, nuova trasmissione, Il raggio verde, ma uguale epilogo. Silvio telefona e ringhia: "Santoro lei è un dipendente pubblico. Si contenga". La replica del conduttore è da applausi: "Appunto, un dipendente pubblico, non un suo dipendente".

Lunghissima la serie di telefonate a Ballarò, dove l'ex premier aveva preso l'abitudine di chiamare ogni settimana, ora rinfocolando la polemica sui giudici comunisti, ora accusando il sondaggista Paglioncelli di alterare i dati delle rilevazioni, ora prendendosela con la faziosità della conduzione. "Crede che la Rai sia sua, ma è pagata con i soldi di tutti noi" esplose una volta il Cavaliere contro il serafico Floris, a cui toccò pure di incassare l'accusa di "mistificatore". La volta successiva però la telefonata di Berlusconi verrà rifiutata: "Lo aspettiamo in studio", spiegherà il conduttore.

In tempi più recenti fece clamore la telefonata del 2009 a Porta a porta, all'indomani della bocciatura del Lodo Alfano. Pur in un contesto ampiamente amichevole, Berlusconi si lascerà andare a considerazioni decisamente volgari e di cattivo gusto sulla sua interlocutrice, la democratica Rosy Bindi, che liquiderà come "più bella che intelligente", scatenando un vespaio di polemiche.

Ma il clou deve ancora arrivare: siamo all'inizio del 2011, in pieno scandalo Ruby, e Gad Lerner allestisce una puntata dell'Infedele sulla vicenda. Il Cavaliere telefonerà inviperito, probabilmente sull'orlo di una crisi di nervi, giudicando la trasmissione "un postribolo" e intimando all'europarlamentare Iva Zanicchi di lasciare lo studio (ma la Zanicchi eviterà l'umiliazione di obbedire come un cagnolino). Qua in basso potete riguastarvi l'incredibile scena.

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